Nel 2024 l’innovazione finanziaria diventa “unlimited”

Innovazione tecnologica, digitalizzazione e transizione eco-sostenibile hanno un impatto su tutti i settori dell’economia, incluso quello finanziario, cambiando i modelli di business, processi e prodotti, e facendo emergere nuovi attori sul mercato.
Proprio l’innovazione finanziaria è stata al centro del 13° evento annuale Tomorrow Speaks di CRIF, da titolo ‘Unlimited Innovation with CRIFMetadata’.

Durante l’evento sono stati delineati i trend che guideranno l’evoluzione dell’industria finanziaria nei prossimi anni, e le 4 direttrici su cui si muoverà un mercato destinato a una ‘illimitata innovazione’.

ESG al centro dell’Agenda Finanziaria

I criteri Environmental, Social e Governance sono già entrati nelle aree del risparmio gestito, politiche del credito, e strategie di sviluppo commerciale. La tendenza degli investitori a considerare non solo i rendimenti finanziari, ma anche l’impatto sociale/ambientale delle decisioni di investimento potrà influenzare l’offerta dei prodotti finanziari che incorporano i criteri ESG.

La centralità di una transizione sostenibile non deriverà solamente da una spinta interna del mercato, ma anche dai governi e dalle agenzie/enti di regolamentazione.
Le aziende saranno quindi incoraggiate a perseguire maggiore trasparenza. Ma attenzione al Greenwashing: occorre evitare che la bandiera ESG venga utilizzata in modo improprio e deleterio.

Cyber, clima, longevità i nuovi rischi

Affrontare il tema del Climate Change diventa sempre più rilevante, valutando puntualmente i rischi delle imprese e individuando per tempo azioni di ‘remediation’ per evitare danni e costi per la società.
Ugualmente rilevante è il cyber risk: le minacce cyber rappresentano un rischio sempre più concreto per consumatori, imprese e player finanziari. In Italia nel 2022 gli attacchi informatici sono cresciuti del 169% (media globale 21%).
Ma aziende e investitori dovranno obbligatoriamente trovare anche nuove soluzioni ai rischi legati alla sostenibilità dei programmi di previdenza sociale, gestione del risparmio e investimenti a lungo termine.

Si tratta di cambiamenti profondi nei modelli di business e nell’offerta al cliente che dovrà far fronte alla crescita della vita media, la pluralità di esigenze e target specifici.

Wealth Management e sinergia tra Fintech e player

La trasformazione del Wealth Management sta ridefinendo le sue fondamenta, spostandosi da un modello prevalentemente finanziario a uno sempre più orientato al credito. Oltre a essere una strategia benefica per le banche, che potranno snellire ulteriormente i bilanci, l’entrata in scena di nuovi operatori porterà innovazione nell’analisi dei dati, degli strumenti e dei processi del credito.

L’intersezione tra Fintech, investimenti e partnership strategiche, poi, delinea un panorama finanziario in evoluzione, dove la collaborazione tra attori emergenti e consolidati è essenziale per guidare l’industria verso nuovi orizzonti di innovazione e convenienza per i consumatori.
L’espansione dell’Open Banking prospetta una maggiore competizione nel settore bancario, e un miglioramento dell’offerta di servizi finanziari personalizzati, con investimenti più ridotti rispetto al passato, ma più focalizzati e produttivi.

Prezzi, quanto costa la vita oggi?

Quello attuale è un momento complicato per numerose famiglie italiane, che sono costrette a fare i salti mortali per far quadrare il bilancio familiare. Le previsioni per l ‘autunno non sono esattamente rosee, a causa dell’inflazione e del caroprezzi.
Per capirne un po’ di più, e avere il polso della situazione, Facile.it e Consumerismo No Profit hanno effettuato un’analisi delle principali voci di spesa familiare per identificare quelle che hanno subito i maggiori aumenti nell’ultimo anno e quelle che potrebbero continuare a crescere nei prossimi mesi.
Dai mutui ai prestiti, dalle bollette alla benzina, passando per l’assicurazione auto, il carrello della spesa, l’ortofrutta, i trasporti e il turismo, ecco quanto è emerso da questa analisi.

Assicurazioni auto e moto 

Nell’ultimo anno, i premi delle polizze auto e moto sono aumentati significativamente. Ad agosto 2023, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia, in media, servivano 591,10 euro, il 26% in più rispetto al 2022, quando il premio medio era di 469,10 euro. Per le moto, la situazione è ancora peggiore; ad agosto 2023, il prezzo medio per una polizza moto è salito a 502,07 euro, un aumento del 41% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Carburante

Oltre all’assicurazione, il carburante rappresenta un ulteriore onere per automobilisti e motociclisti. Se a luglio 2023 i prezzi erano aumentati ma erano comunque inferiori rispetto all’anno precedente, ad agosto e settembre si è verificato un aumento significativo. Nel periodo dal 18 al 24 settembre, fare il pieno di benzina è costato il 21% in più rispetto all’anno precedente, mentre per il diesel è stato necessario spendere il 10% in più.

Luce e Gas

I prezzi di luce e gas avevano raggiunto il picco l’anno scorso durante l’estate. Ad agosto 2023, nel mercato tutelato, sembrano essere relativamente bassi, con un calo del 43% per l’energia elettrica e del 26,8% per il gas rispetto al picco precedente. Però le bollette sono ancora notevolmente più alte rispetto a prima della pandemia e della guerra.

Ad agosto 2023, una famiglia media con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso 54 euro per l’elettricità (un aumento dell’18% rispetto al 2019) e 106 euro per il gas (un aumento del 27% rispetto al 2019). Inoltre, i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente nel quarto trimestre del 2023, quando i consumi energetici aumenteranno.

Mutui

Le rate dei mutui sono cresciute notevolmente nell’ultimo anno, in particolare per i mutui a tasso variabile. Secondo l’analisi di Facile.it, un mutuo medio a tasso variabile stipulato all’inizio del 2022 ha visto un aumento della rata da 515 euro a settembre 2022 a 740 euro a settembre 2023, un incremento di 225 euro (44%).

Tuttavia, si prevede che gli aumenti si avvicineranno alla fine, con un picco previsto entro dicembre, seguito da una stabilizzazione degli indici e da una graduale diminuzione dei tassi.

Carrello della Spesa

Il costo del “carrello della spesa” è aumentato notevolmente nei primi due trimestri del 2023, a causa di vari fattori tra cui la crisi climatica, l’inflazione e gli effetti sull’intera filiera. Prodotti come lo zucchero, l’olio d’oliva, le patate, i pomodori, il riso, il latte, gli alimenti per bambini e il pane confezionato hanno subito un aumento del 24,5%. Questo significa che una famiglia media di 4 persone spende circa 480 euro al mese per i beni di prima necessità, un aumento di oltre 1.100 euro rispetto al 2022.

Trasporti e Turismo

Spostarsi e fare vacanze in Italia è diventato più costoso a causa dell’aumento dell’inflazione, dei costi del carburante e delle materie energetiche. Il settore nel complesso ha registrato un aumento medio del 9,4%. Un weekend per due in una città d’arte italiana può costare fino a 700 euro, con un aumento significativo nei costi degli alloggi e della ristorazione.

In sintesi, l’aumento dei prezzi sta mettendo a dura prova le finanze delle famiglie italiane, con costi crescenti in molte voci di spesa, dall’assicurazione auto ai prodotti alimentari di base e al turismo. La situazione potrebbe continuare a peggiorare nei prossimi mesi, rendendo ancora più difficile il bilancio familiare.

Noleggio auto: se a lungo termine il trend è ancora più positivo

Secondo i dati di Aniasa, l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio, della sharing mobility e dell’automotive digital, il noleggio auto in Italia nel 2022 ha immatricolato circa 365mila vetture, con una quota complessiva di quasi il 28%. E nel primo semestre 2023 ha raggiunto una quota del 33% del totale dei veicoli nuovi messi su strada, immatricolando oltre 308mila vetture da gennaio a giugno (+47%). La crescita del settore sembra inarrestabile, ed è sostenuta dall’apprezzamento non solo da parte di aziende e professionisti, ma anche dei privati.

Un’alternativa all’acquisto dell’auto

A trainare il mercato è il noleggio auto a lungo termine (oltre 302mila vetture immatricolate nel 2022, +19%), una formula sempre più gettonata come alternativa all’acquisto dell’auto, e che ha raggiunto a livello nazionale una flotta di 1 milione e 197 mila veicoli. Con quasi 1 veicolo su 3 immatricolato per il noleggio a lungo termine, la locazione è una modalità sempre più gradita non solo dalle imprese ma anche dai privati, che oggi usano 163mila veicoli noleggiati con questa modalità (circa il 14% del totale dei mezzi a nolo circolanti in Italia).

La formula tutto compreso conviene

I motivi di questo trend sono molteplici. Oltre alla possibilità di pagare un canone mensile a prezzo fisso per tutta la durata del contratto (da 12 o 24 mesi a 60 o 72 mesi a seconda della compagnia), c’è la convenienza della formula tutto compreso. Nel canone sono infatti incluse le principali spese da sostenere, come immatricolazione del veicolo, assicurazione e manutenzione ordinaria e straordinaria.
Nella maggior parte dei contratti sono compresi anche altri servizi utili, come l’assistenza stradale 24/7 in Italia e in Europa e la telematica. Inoltre è possibile personalizzare il noleggio, ad esempio aggiungendo nel canone un veicolo sostitutivo, pneumatici a plafond o la polizza assicurativa per la tutela legale.

Un ruolo chiave nella mobilità sostenibile

I privati che optano per questa formula possono avere a disposizione una vettura sempre nuova e aggiornata nella dotazione tecnologica e nei dispositivi di sicurezza, tutelandosi da una serie di inconvenienti come la svalutazione commerciale, l’obsolescenza del mezzo o l’introduzione di nuove normative antinquinamento. Il noleggio auto a lungo termine sta poi trainando le immatricolazioni di vetture elettriche e ibride plug-in, affermandosi come una soluzione molto apprezzata per chi desidera scegliere un veicolo alimentato a batteria. In base ai dati Aniasa, nel primo semestre 2023 il noleggio ha immatricolato il 34% delle vetture elettriche e il 63% delle plug-in. Quest’ultime sono dotate sia di un motore termico a benzina (più raramente diesel) sia di un propulsore elettrico, per percorrere fino a 60-70 km senza produrre emissioni di CO2.

ChatGPT, perchè sono diminuite le visite al sito?

ChatGPT, il noto chatbot sviluppato da OpenAI e lanciato a novembre, ha registrato un calo delle visite mensili al suo sito web per il terzo mese consecutivo. Lo afferma la società di analisi Similarweb, che ha analizzato e poi reso disponibili i dati.  Questa tendenza potrebbe essere invertita nei prossimi mesi grazie al lancio di ChatGPT Enterprise, una versione del servizio dedicata alle aziende e agli utenti professionali.

Calo fisiologico in concomitanza con il periodo di vacanza?

Nel mese di agosto, le visite al sito web di ChatGPT su desktop e dispositivi mobili in tutto il mondo sono diminuite del 3,2%, scendendo a 1,43 miliardi, dopo una diminuzione di circa il 10% nei due mesi precedenti. Anche il tempo medio trascorso dai visitatori sul sito è diminuito costantemente da marzo, passando da una media di 8,7 minuti a 7 minuti ad agosto.

Con l’inizio della scuola, riprenderà a salire

Tuttavia, Similarweb suggerisce che il ritorno a scuola potrebbe portare a un aumento del traffico e dell’utilizzo di ChatGPT. In particolare, negli Stati Uniti, dove gli studenti sono tornati a scuola alla fine di agosto, il numero di accessi al sito di ChatGPT è già in aumento. È da notare che l’introduzione dell’app ChatGPT per iOS e Android da parte di OpenAI ha contribuito a spostare parte del traffico dal sito web al servizio mobile.

Ma c’è anche la concorrenza

Prima del lancio di Threads, l’app di Meta (ex-Facebook) concorrente di Twitter, ChatGPT aveva registrato la crescita più rapida mai vista, ma ora si posiziona tra le 30 app più importanti al mondo in termini di utenti. La concorrenza nel settore degli assistenti virtuali sta crescendo rapidamente: Google ha lanciato Bard, un chatbot sperimentale di supporto alla ricerca web, mentre in Cina Baidu ha introdotto Ernie Bot, una risposta a ChatGPT, cercando di competere con l’IA occidentale sviluppando prodotti interni. In sintesi, ChatGPT sta affrontando una temporanea diminuzione delle visite al sito web, ma con il lancio di nuove iniziative come ChatGPT Enterprise e il ritorno alla normalità legato al ritorno a scuola, c’è la speranza che l’interesse e l’utilizzo del servizio possano riprendere a crescere. Nel contesto della crescente concorrenza nel settore dell’IA, ChatGPT rimane una delle principali soluzioni nel panorama degli assistenti virtuali.

Intelligenza artificiale: come cambierà il lavoro dei “creativi”? 

L’Intelligenza artificiale cambierà il modo di lavorare in ogni settore professionale. L’impatto dell’AI sulla generazione di contenuti è indubbio, ma passato l’entusiasmo iniziale si fanno largo dubbi, curiosità, e domande, soprattutto di natura etica. L’AI renderà il lavoro del graphic designer superato? E metterà a rischio i posti di lavoro nei settori creativi? Secondo Cinzia Marotta, Adobe Guru e Adobe Instructor, coordinatrice dell’area Graphic Design di Musa Formazione, e titolare di un’agenzia di grafica e comunicazione visiva, il rischio c’è, “così come è già avvenuto nel corso della storia, in tanti momenti in cui il progresso ha fatto un balzo in avanti. Ci troviamo esattamente nella condizione dell’atleta che si accinge a saltare”.

In 3 ore l’AI fa quello che un professionista fa in 2 giorni

“Come andrà il salto dipende da tanti fattori, interni ed esterni all’atleta – aggiunge Marotta -. E proprio come l’atleta si allena e si prepara, il professionista ha bisogno di studiare e aggiornarsi per ottenere risultati migliori”.
Le intelligenze artificiali possono compiere connessioni, fare analisi e generare risultati basandosi e utilizzando materiali e informazioni reperibili in un database. “Se consideriamo la vastità delle risorse disponibili in rete e la velocità con cui le AI ‘lavorano’ è chiaro che nessun professionista potrà mai competere con loro – spiega Marotta -. Davanti a una richiesta per il progetto di un documentario sui luoghi impervi della Terra, impaginato come uno storyboard, occorreranno 2 giorni lavorativi e un team di 2 grafici. Con il ricorso all’AI basteranno 3 ore”.

L’AI obbedisce agli ordini, ma le idee sono esclusivamente umane

Attualmente l’AI generativa non fa che obbedire a un ordine, ma “la progettazione, l’idea sono ancora esclusive degli umani – continua Marotta -. Tutto il tempo risparmiato per il reperimento e la modifica delle immagini può essere destinato alla parte creativa. Nelle immagini che l’AI generativa ci propone, l’estetica prevarrà con requisiti ben definiti – aggiunge Marotta -. Ma c’è il rischio di una massificazione con una perdita di qualità comunicativa. Senza considerare che poi potremmo abituarci a mostruosità irreali, ritenendole i nuovi standard”.
Insomma, non è il progresso a creare fenomeni deviati, ma l’uso che si fa degli strumenti.

È un’occasione unica, ma servono informazione e formazione

Secondo Marotta, “abbiamo un’occasione unica, possiamo cogliere la grande opportunità di utilizzare uno strumento eccezionale per raggiungere i nostri scopi nel migliore dei modi, oppure combatterla inutilmente o, peggio, lasciarci sopraffare. La strada da percorrere è sempre la stessa, l’unica che funziona sempre: quella dell’informazione e della formazione. Dobbiamo conoscere a fondo questo strumento e imparare a padroneggiarlo. Il primo passo per crearsi una solida preparazione, che nessuna AI potrà eguagliare, è partire dalle basi, dalla cultura grafica, dai criteri della comunicazione visiva, dalle tecniche di progettazione – puntualizza Marotta -. Insomma, bisogna acquisire le conoscenze e le competenze indispensabili per diventare un professionista. Su questa solida base, unita all’esperienza sul campo, saremo in grado di ‘ordinare’ all’AI di svolgere alcuni compiti per noi”. 

La Gen Z? Vuole uno stile di vita più “autentico”

La società contemporanea viene descritta come sempre più complessa (71%), superficiale (58%) e falsa (45%), un “luogo” dove c’è poco tempo libero da dedicare a se stessi e a ciò che conta veramente (66%), con troppe preoccupazioni e pensieri (49%), e dove si nota una crisi di valori e un senso di confusione (45%). Questa situazione genera diverse sensazioni, tra cui disagio (61%) e paura (50%), ma anche un desiderio di reagire (58%). I giovani non si accontentano più di questa realtà e sembrano aver intrapreso un nuovo stile di vita alla ricerca di ciò che è autentico e vero. Questo emerge da uno studio condotto con la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) e realizzato da Grom in occasione del lancio della nuova campagna “Autentico Piacere” .

La nuova tendenza è definita “Authenticity”

La nuova tendenza, definita “Authenticity”, coinvolge le giovani generazioni dei Millennials e Gen Z, che hanno notato un aumento di autenticità intorno a loro stessi (61%). La loro voglia e capacità di gustare ciò che ha un vero valore diventano la spinta per uno stile di vita che va oltre le apparenze. Nell’era delle immagini perfette e filtrate, del multitasking, della corsa alla performance e al possesso, le nuove generazioni stanno abbracciando una tendenza opposta: quella verso l’autenticità. Questo desiderio nasce dalla volontà di vivere esperienze e relazioni che diano un senso più profondo alla propria esistenza, spiega lo psicologo, psicoterapeuta e imprenditore Luca Mazzucchelli, commentando il trend e l’indagine di Grom.

Concentrarsi su ciò che è essenziale

Gli individui autentici sono convinti della necessità di ritrovare la semplicità e l’autenticità nelle cose che fanno (62%) e di concentrarsi solo su ciò che è essenziale per la propria vita (65%). Credono che questo approccio migliori la qualità del vivere (75%), portando più serenità e benessere. Il loro sogno non è più legato a luoghi esclusivi e fughe irrealizzabili, ma a momenti, posti e piaceri semplici, autentici e genuini. La maggioranza vive le azioni quotidiane come veri e propri momenti di autenticità, come giocare con i bambini (66%), passeggiare in città con gli amici (61%) e stare a contatto con la natura (52%). Anche nell’alimentazione, l’autenticità è importante, come consumare un pasto a tavola con parenti e amici (72%) o gustare un gelato (57%), soprattutto se il gusto è fedele alle aspettative.
Se vivono l’autenticità e il piacere nel proprio tempo libero, soprattutto nei momenti conviviali (68%), in un ambiente familiare o con amici (59%), al lavoro sentono una maggiore fatica, specialmente nelle interazioni con gli altri, che percepiscono come autentiche solo durante le pause (35%).

Essere, non avere

L’indagine mostra una nuova direzione: un ritorno all’essenziale. Per i giovani, l’autenticità significa dare più importanza all'”essere” che all'”avere” (65%), vivere solo esperienze che meritano di essere vissute (58%) e ricercare la semplicità nelle cose (51%). Secondo lo psicoterapeuta Mazzucchelli, l’autenticità è uno degli ingredienti chiave del benessere personale. Il “vero sé” rappresenta l’essenza autentica di una persona, al di là delle maschere e delle sovrastrutture, mentre il “falso sé” è una versione alterata e adattata di sé stessi, spesso influenzata dalle aspettative degli altri o dai condizionamenti sociali. La discrepanza tra ciò che si è davvero e ciò che siamo portati a essere può provocare sensazioni di insoddisfazione, disagio e disconnessione. La tendenza delle nuove generazioni a liberarsi dalle aspettative sociali per esprimere pienamente sé stesse e la ricerca della semplicità come veicolo per concentrarsi solo su ciò che è veramente importante, possono essere considerati segni di crescita psicologica. I momenti semplici, dunque, sembrano essere la migliore lente attraverso cui guardare e godersi i piaceri del mondo.  

Connessione Internet efficiente: per i giovani è una priorità, anche a costo di pagarla di più

Il 72% dei giovani tra i 18 e i 24 anni sarebbe disposto a pagare di più per una connessione internet con prestazioni migliori, e tra questi, il 35% sarebbe disposto ad aggiungere fino a 20 euro in più. Inoltre, l’87% di coloro che sono stati intervistati nella stessa fascia di età desidera una connessione più sostenibile e sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per ottenerla. Questi sono solo alcuni dei risultati emersi dalla ricerca Cisco Broadband Survey, che ha confrontato il livello di soddisfazione, le abitudini e le esigenze dei consumatori di 12 paesi dell’area EMEA, inclusa l’Italia, riguardo alla connessione internet a banda larga domestica.

Rete fissa per la maggior parte degli italiani

La maggior parte degli intervistati italiani ha una connessione internet fissa (56% del campione, di cui il 31% in fibra e il 24% in ADSL), mentre il 37% utilizza anche una connessione mobile a casa (direttamente su dispositivi mobili, router/hub 4 o 5G o hotspot mobile utilizzato dal PC). Alcuni utilizzano connessioni satellitari o alternative.

Prestazioni e sostenibilità in primo piano

Nonostante il costo della vita sia aumentato negli ultimi tempi, colpendo soprattutto i giovani, sono proprio i ventenni a dichiararsi disponibili a spendere di più per ottenere prestazioni migliori e sostenibilità ambientale. Tuttavia, la fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni è anche quella più indecisa riguardo a un eventuale cambio di connessione, principalmente a causa di esperienze deludenti in passato. Nonostante ciò, i giovani hanno ancora l’intenzione di migliorare la loro connettività attuale. Il 35% dei giovani tra i 18 e i 24 anni vorrebbe passare a un servizio di connessione migliore entro i prossimi 12 mesi, mentre la percentuale si ferma al 27% nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni. Inoltre, i motivi per cui gli utenti desiderano aggiornare la loro connessione internet domestica differiscono a seconda dell’età. La velocità e l’affidabilità sono tra i motivi principali per tutte le fasce d’età, ma per i giovani la sicurezza (che è prioritaria per il 44% della fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni) è meno importante, mentre la notorietà del brand del provider di servizi internet diventa un fattore chiave.

I ragazzi utilizzano soprattutto il mobile

Per quanto riguarda l’utilizzo della connessione, i giovani utilizzano principalmente dispositivi mobili per le proprie esigenze quotidiane, a differenza delle generazioni più anziane che fanno ampio uso della connessione domestica. Ad esempio, solo il 49% dei giovani tra i 18 e i 24 anni utilizza la connessione di casa per lo shopping e l’informazione, rispetto al 75% dei genitori. Inoltre, il 50% dei giovani utilizza la connessione di casa per servizi come l’acquisto di biglietti o operazioni bancarie, rispetto al 74% dei genitori.
È evidente che per i giovani la connessione a internet è principalmente associata all’utilizzo di uno smartphone per comunicare, informarsi e gestire la propria vita. Tuttavia, ciò non significa necessariamente l’utilizzo di una connessione mobile, poiché quando si è a casa, ad esempio, ci si affida alla rete domestica. Se questa non soddisfa le esigenze, ad esempio a causa della condivisione della larghezza di banda con il resto della famiglia, può essere un problema. Capire le priorità e le abitudini dei giovani è fondamentale per i fornitori di servizi di connettività, considerando che sono i consumatori del futuro.

Intelligenza artificiale: una rivoluzione anche per il settore assicurativo?

Il potenziale riconosciuto alle nuove tecnologie all’interno del settore assicurativo viene confermato dallo studio Digital Disruption: l’impatto delle tecnologie emergenti sul settore assicurativo, realizzato da EY con il supporto IIA – Italian Insurtech Association e il sostegno di Liferay.
Tecnologie come l’intelligenza artificiale stanno trasformando radicalmente l’industria assicurativa, con implicazioni senza precedenti in termini di aumento della competizione tra gli operatori di mercato. In particolare, per il 44% delle Compagnie assicurative intervistate la tecnologia emergente con maggiore capacità di applicazione è l’Intelligenza Artificiale Generativa. Ma sebbene il potenziale del suo utilizzo sia ampiamente riconosciuto dai player assicurativi, quasi la metà delle Compagnie intervistate non l’ha ancora adottata all’interno del proprio business.

La barriera delle scarse competenze

Solo il 7% delle Compagnie assicurative riferisce un grado di maturità avanzata nell’implementazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa, principalmente per la gestione dei sinistri.
Di fatto, la principale barriera nell’adozione di tecnologie emergenti nel settore rimane il gap di competenze tecniche, per il quale si rende funzionale un processo di formazione del personale (70%). 
Un gap dovuto alla difficoltà nel reperire le giuste risorse e al disallineamento fra linee IT e di business (69%), fattore che ostacola la trasformazione digitale nel settore. Per la maggior parte degli intervistati, quindi, emerge la necessità di creare una mentalità aziendale innovativa e accrescere le competenze all’interno dell’organizzazione, intervenendo su processi e metodologie di lavoro per cogliere efficacemente il contesto di cambiamento in corso.

Le più utilizzate sono Robotica e Intelligent Automation

Tra i vantaggi connessi all’utilizzo di AI Generativa gli intervistati sono concordi nell’individuare l’efficientamento dei processi esistenti (89%) e il miglioramento della relazione con la clientela (78%) 
In ogni caso, a oggi le tecnologie emergenti maggiormente utilizzate sono Robotica e Intelligent Automation (96%), di cui le principali applicazioni riguardano la gestione dei sinistri (70%) e la sottoscrizione ed emissione delle polizze (54%). 

I benefici di IoT e sensoristica avanzata

Inoltre, il 74% degli intervistati ha già implementato, a diversi livelli di maturità anche IoT e sensoristica avanzata per una più accurata quotazione del rischio (70%) e per lo sviluppo di prodotti parametrici (70%).
I benefici riscontrati dall’utilizzo di queste tecnologie, riporta Adnkronos, riguardano principalmente l’estensione dell’offerta e il miglioramento della relazione con i clienti (67%). Scarse applicazioni emergono, invece, per blockchain e metaverso. Nonostante si ritenga che l’impiego di queste tecnologie possa rafforzare il brand e migliorare la relazione con la clientela, la quasi totalità del campione fatica a vedere vantaggi e casi d’uso concreti.
“La sfida cruciale ora è adattare un mercato ancora ancorato a dettami analogici per sfruttare appieno il potenziale rivoluzionario dell’AI – commenta Gerardo di Francesco, Segretario Generale di IIA -, riprogettando processi e operatività”.

Tecnologie emergenti: una nuova era per creatività, società e privacy 

In un contesto di instabilità e incertezza il crescente accesso dei cittadini di tutto il mondo a tecnologie quali Intelligenza artificiale, web3 e token, sta dando il via a una nuova era per la creatività, la società e la privacy. Secondo le previsioni del rapporto Accenture Life Trends 2023 le aziende dovranno prepararsi a modificare i modelli di business. Solo così potranno mantenere il passo con il cambiamento del comportamento dei clienti, che trovano sempre più valore nelle tecnologie emergenti. Il Rapporto identifica i principali macro-movimenti globali dei comportamenti che plasmeranno business, cultura e società nel corso del prossimo anno. Dalla necessità di imparare a vivere ai tempi della permacrisis alla volontà di sentirsi parte delle comunità online, dalla mancanza dei benefici intangibili legati al modo di lavorare più tradizionale all’utilizzo dell’AI per accelerare la creatività, alla fine della crisi dell’identità digitale posta dai portafogli digitali.

Da brand a comunità: cosa influenzerà acquisti e lavoro

Il mondo sta passando da una catastrofe globale all’altra, ma le persone si adattano all’instabilità, oscillando tra quattro possibili risposte. Lotta, fuga, concentrazione e immobilità influenzeranno gli acquisti e il modo in cui si considerano i brand. In un mondo instabile, poi, le persone cercano gruppi a cui sentono di appartenere. Di conseguenza, i brandmoderni saranno costruiti come comunità, ridisegnando la fedeltà e il coinvolgimento con il marchio.
E mentre continua il dibattito sul ritorno in ufficio, tutti hanno sentito la perdita di benefici intangibili come, ad esempio, gli incontri casuali con i colleghi. Le conseguenze di questa perdita diventano chiare. Senza il coinvolgimento personale, le aziende rischiano di perdere mentorship, innovazione, cultura e capacità di inclusione.

Come distinguersi nel marasma di contenuti generati dalla AI? 

L’AI è un nuovo strumento del processo creativo per tutti. Ormai le reti neurali sono disponibili per creare linguaggi, immagini e musica con pochissimo sforzo e senza il bisogno di competenze tecniche.  Anche gli sviluppi nell’ambito dell’AI stanno arrivando sul mercato a una velocità sorprendente. In scala, si tratta di una svolta incredibile per la creatività. Le aziende devono quindi considerare come distinguersi nel ‘marasma’ di contenuti generati dall’AI e come utilizzarla per migliorare la velocità e l’originalità dell’innovazione.

Token e portafogli digitali: i dati tornano in possesso degli utenti

L’uso, e l’abuso, dei dati personali è da tempo in attesa di trasformazione. La trasparenza e la fiducia nelle esperienze dei brand online stanno di pari passo rapidamente diminuendo. Ma il controllo dei propri dati potrebbe presto tornare agli utenti. I portafogli digitali contenenti token (che rappresentano metodi di pagamento, documenti d’identità, carte fedeltà e altro ancora) consentiranno alle persone di decidere quanti dati condividere con aziende, e perfino di venderli a queste ultime.
Questa è un’ottima notizia per i brandi dati che le persone forniranno direttamente saranno ancora più preziosi delle informazioni di terze parti, che non saranno più raccolte in un mondo senza cookie.

Casa: resta una priorità, ma pesa la perdita di potere d’acquisto 

Nel 2023 il clima di fiducia delle famiglie italiane recepisce i segnali positivi provenienti dall’aumento della produzione industriale e dagli interventi di sostegno varati dal Governo, ma la capacità reddituale delle famiglie lascia intravedere campanelli dall’allarme. Per quasi la metà dei nuclei le disponibilità economiche sono appena sufficienti a far fronte alle spese primarie. 
La conseguenza della perdita di potere d’acquisto si traduce in una minore quota di famiglie che riesce a risparmiare (33,8% nel 2023) con un impatto diretto sulle tendenze legate all’abitare. Ovvero, l’acquisto di un’abitazione o la scelta di vivere in affitto. Nel complesso però permane il grande interesse degli italiani nei confronti della casa.  È quanto emerge dall’Indagine sulle famiglie 2023 presentata da Nomisma all’interno del 16° rapporto sulla finanza per l’abitare. 

Acquisto o affitto?

Sono circa 3,1 milioni le famiglie intenzionate ad acquistare un’abitazione nei prossimi 12 mesi. L’acquisto di una prima casa riguarda complessivamente l’81,2% delle motivazioni manifestate dagli intervistati. Quanto alla locazione, dopo la forte ripresa nel 2022, si assiste a una flessione dei nuovi contratti. La quota di famiglie che ha fatto ricorso all’affitto di una o più abitazioni per un periodo superiore a 6 mesi passa dal 5,6% nel 2022 al 5% nei primi mesi del 2023.  Le motivazioni che sorreggono la scelta di vivere in locazione confermano come per il 56% delle famiglie l’affitto rappresenti l’unica soluzione percorribile, a causa delle risorse economiche insufficienti ad accedere al mercato della compravendita. E il 13%, considera la proprietà non conveniente.

Rate canone e finanziamenti

La quota di famiglie che nel 2023 prevede di avere difficoltà nel pagare il canone di locazione sale al 34,8% (+3% vs 2022).  Il 42,7%, però, farebbe sicuramente ricorso al finanziamento per l’acquisto dell’abitazione, mentre il 35,2% è intenzionato con buona probabilità a ricorrere al credito. Rispetto al 2022 la diminuzione della quota di potenziali proprietari che intende rivolgersi al sistema bancario per sostenere l’acquisto dell’abitazione è imputabile a un’autoesclusione causata da sistemi di finanziamento difficilmente accessibili, e da una maggiore onerosità derivante dal rialzo dei tassi di interesse.

Mutui e qualità del credito

La quota di nuclei che ha difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo scende al 6% (7,5% 2022), ma sale al 27,8% la percentuale di famiglie che nei prossimi 12 mesi teme di incontrare difficoltà nel rimborsare regolarmente le rate. Rispetto alla qualità del credito erogato, nel quarto trimestre 2022 la riduzione delle sofferenze relative ai prestiti per acquisto di abitazioni è risultata più marcata rispetto al credito al consumo, anche grazie a politiche di erogazione particolarmente attente alla sostenibilità del debito. Nonostante ciò, l’incidenza delle sofferenze legate ai mutui sul totale di sistema è leggermente aumentata, attestandosi al 13,6%. In questo contesto il processo di alleggerimento dei bilanci bancari è stato garantito dalla cartolarizzazione dei mutui, proseguita anche nel 2023. Tanto che a marzo di quest’anno i prestiti cancellati delle famiglie residenti ammontavano a 51,5 miliardi di euro.