Rivoluzione modem

Da fine dicembre 2018 diventa effettivo il diritto a utilizzare un modem diverso da quello fornito dall’operatore per accedere a Internet da linea fissa. La norma vale già per tutti i nuovi contratti stipulati, mentre per quelli in essere la regola varrà dal 1 gennaio 2019. In estrema sintesi, con modem libero significa che ognuno – dal 31 dicembre 2018 – poterà scegliere il router che preferisce senza l’obbligo di utilizzare quello messo a disposizione dal proprio operatore. A stabilirlo è la delibera 348/18/CONS dell’Agcom con la quale l’Italia si uniforma alla direttiva europea n. 2015/2120 che stabilisce misure riguardanti l’accesso a una rete aperta, con specifico riferimento alla libertà di scelta delle apparecchiature terminali.

Il testo della delibera

Come riporta Adnkronos, con questa delibera l’Autorità garante per le comunicazioni sancisce il diritto degli utenti di scegliere liberamente il proprio terminale (modem o router) per accedere a Internet dalla linea fissa, usando quindi un apparecchio diverso da quello fornito dall’operatore. Gli operatori non possono né “rifiutare di collegare apparecchiature terminali alla rete se l’apparecchiatura scelta dall’utente soddisfa i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale, né imporre all’utente finale oneri aggiuntivi o ritardi ingiustificati, ovvero inibire l’utilizzo o discriminare la qualità dei singoli servizi inclusi nell’offerta, in caso di collegamento a un modem di propria scelta”. Gli operatori sono inoltre tenuti ad assicurare la diffusione, anche sui propri siti, di informazioni utili sulle specifiche e tutti i parametri necessari per l’accesso e la configurazione del servizio. Installazione e manutenzione spettano al cliente. Quanto all’assistenza, l’Agcom spiega che “i fornitori di accesso alla rete forniscono ai propri clienti, attraverso i canali di assistenza, informazioni per la corretta e semplificata attestazione delle funzionalità di connessione e configurazione degli apparati terminali”.

“Pacchetti completi”

Quando gli operatori forniscono servizi integrati di accesso a Internet e/o di connessione alla rete tramite offerte in abbinamento con l’apparecchiatura, devono evidenziare separatamente modalità e condizioni di offerta. Gli operatori devono quindi separare – anche nei documenti di fatturazione – il costo dell’apparecchio da quello di installazione e manutenzione e assistenza. I fornitori di servizi di accesso a Internet devono inoltre mettere a disposizione un’offerta alternativa che non includa la fornitura dell’apparecchio.

I vantaggi per gli utenti

In sostanza, gli utenti avranno più libertà di scelta. Gli operatori dovranno garantire a chi sottoscrive un nuovo contratto l’uso della linea Internet con il modem che il cliente vorrà. I clienti che hanno già contratti in essere, entro il 31 dicembre, di vedranno offrire dagli operatori la possibilità di cambiare offerta, scegliendone una che preveda l’utilizzo gratuito dell’apparecchio oppure, in alternativa, la rescissione gratuita del contratto, senza penali per il modem, che dovrà essere restituito.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

E’ sempre più smartPos-mania

Classiche carte di credito e “soliti” bancomat addio? Pare proprio di sì. Anche nel mondo dei pagamenti la tecnologia si evolve a favore di nuove soluzioni tecnologiche sempre più smart ed efficienti, sia per l’esercente sia per il cliente. E’ infatti sempre più diffuso il pagamento in forma digitale tramite smartphone e contactless card al posto dei vecchi pos: lo confermano i dati dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano. Lo scorso anno il valore delle transazioni effettuate con carta ha raggiunto quota 220 miliardi di euro. E di queste transazioni, il 21% sono state effettuate tramite eCommerce, ePayment, mobile payment, contactless payment, mobile pos. Si tratta di un fenomeno in crescita del 6% rispetto al 2016, guidato in particolari modo da pagamenti con carte contactless (+150%) e mobile (+60%).

La rivoluzione parte dalla novità NexiSmartpos

Tra le principali novità dell’ultimo periodo spicca Nexi Smartpos. Non si tratta di un semplice pos, ma tanto di più: si caratterizza per design innovativo, doppio schermo touch (per cliente e per esercente); accettazione di tutti i pagamenti digitali carte tradizionali, contactless, smartphone, buoni pasto e QRcode. Ed è uno strumento altamente personalizzabile, con app scaricabili per le diverse esigente dell’esercente. Funziona con i pagamenti contactless di ultima generazione come Apple Pay, Samsung Pay e Google Pay e garantisce una ‘rivoluzione di servizi’ per l’esercente: schermo touch 7 pollici per una migliore esperienza di utilizzo e con la possibilità dell’archiviazione digitale delle ricevute di pagamento, rintracciabile poi nella lista delle transazioni. E ancora fotocamera per lettura QR Code, unico lettore carta ‘multi reader’, porte Usb per collegare dispositivi esterni e wi-fi e 4g per la velocità massima delle transazioni. Nexi Smartpos permette all’esercente di gestire automaticamente promozioni, sconti od omaggi.

Tanti device di ultima generazione per pagamenti smart

Nel panorama degli strumenti innovativi dei pagamenti ci sono diverse altre novità. Come Pos Axerve di Banca Sella, che essendo portatile consente di accettare pagamenti ovunque l’esercente si trovi. E il device è abilitato anche a dialogare con Apple Pay e Samsung Pay. Axerve dà la possibilità all’esercente di vedersi notificato ogni mese il totale delle transazioni effettuate dal POS. Altro device nuovo è Axium D7, che è il nuovo Smart-Pos di Ingenico, basato sulla tecnologia Android: permette di eseguire, su un unico device ,i servizi correlati al business del negozio, i Vas (value added services) e i pagamenti cashless in qualsiasi modalità (carta, NFC, wallet, APM).

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

L’Italia preferisce le auto ibride ed elettriche

La svolta green degli italiani inizia a condizionare anche il tipo di automobile da acquistare. In uno scenario in cui le vendite di automobili sono in netta diminuzione a settembre 2018, rispetto allo stesso mese del 2017, le auto elettriche sono cresciute del 167%, seppure occupino ancora una quota di mercato di appena lo 0,4%, mentre le ibride crescono del 29%.

Secondo dati dell’Anfia, la performance delle nuove registrazioni vale il 6,6% del mercato automobilistico e, sempre a settembre, le auto ad alimentazione alternativa hanno conquistato il 13,4% del mercato italiano. Questo, nonostante un calo “strutturale” del 12,4% nel mese (+14,2% nei nove mesi), dovuto alla diminuzione delle vendite di auto Gpl e metano.

Le vetture destinate al noleggio scendono del 38%

Nel mese in oggetto anche in Italia sono calate le vendite di auto diesel, -38,4% a settembre, attestandosi a una quota pari al 47,5% del mercato, dieci punti in meno rispetto a settembre 2017, riporta Ansa. Il calo è maggiore per le società (-35%) rispetto ai privati (-16%), e riflette un forte ridimensionamento per le vetture destinate al noleggio (-38%).  A settembre, in un mercato in cui tutti i segmenti di auto sono in calo, i Suv hanno subito una flessione minore degli altri, diminuendo del 9,2% rispetto allo stesso mese del 2017.

Meno auto, ma più Suv

Nei primi nove mesi del 2018 infatti i Suv di tutte le dimensioni sono cresciuti del 21% rispetto ai primi nove mesi del 2017, raggiungendo quota 35,9% rispetto al totale delle vendite, più del doppio rispetto al 2013. Il segmento dell’alta gamma ha registrato invece nel mese un calo tendenziale del 24%, mentre le vendite dei segmenti A e B sono diminuite del 20%, e la loro quota è arrivata al 42,9%. Scese del 54% anche le vendite di auto del segmento C (medie-inferiori), e del 49% quelle del segmento D (medie). La diminuzione delle vendite di monovolumi, a settembre 2018, è stata invece del 56%, con una quota di mercato del 4,9%.

Il mercato nei 9 mesi

Nei primi nove mesi del 2018 il mercato dell’alto di gamma è sceso del 10%, i segmenti A e B dell’11%, con una quota del 39% (era del 49% nel 2013), e il segmento delle medie inferiori del 17%, mentre il segmento delle medie risulta in diminuzione del 19%. I segmenti C e D rappresentano, insieme, il 15% del mercato, mentre nel 2013 era del 19%. E le monovolume (-13%) costituiscono il 6,7% del mercato, con 5 punti in meno rispetto al 2013.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Tir elettrici, l’autostrada A35 Brebemi è pronta per il test

Mezzi pesanti a trazione elettrica alimentati come i filobus e i tram urbani, ovvero attraverso una linea sospesa. Si tratta dei Tir elettrici, e l’autostrada Brebemi, che collega Milano e Brescia, sarà la prima in Italia a sperimentare il transito di questi veicoli ecologici. Al loro sviluppo ci sta pensando Scania, azienda globale produttrice di veicoli industriali, pronta a collaborare all’elettrificazione dei primi sei chilometri di A35 che serviranno come test.

La linea di contatto (600-750V in corrente continua) sarà realizzata sopra la corsia di marcia a una altezza pari a circa 5,5 metri. E il tratto inizialmente coinvolto sarà quello tra i caselli di Romano di Lombardia e Calcio.

Veicoli pesanti a motore ibrido

I veicoli in questione sono dotati di catena cinematica ibrida, con motore elettrico alimentato attraverso un pantografo. Al di fuori di questa corsia, se il mezzo ad esempio deve effettuare un sorpasso, o deve abbandonare l’autostrada per raggiungere la sua destinazione, può circolare tramite motore elettrico grazie alle batterie di cui dispone, o tramite il motore a combustione interna.

Una volta verificate efficienza, efficacia e sostenibilità economica della soluzione, nonché stabilita una chiara programmazione sovra-nazionale, si potrà procedere a una seconda fase del progetto, che prevede l’elettrificazione dell’intera A35. Questo, insieme alla commercializzazione dei veicoli e dei relativi dispositivi per l’utilizzo della linea elettrificata.

Obiettivo, arrivare a un’autostrada a economia circolare

Il progetto è stato presentato a Brescia durante il convegno Il Trasporto Elettrico delle Merci su Strada, nell’ambito dello European Truck Festival, riporta askanews. Tra gli obiettivi rientra anche quello di arrivare a un’autostrada a economia circolare, con la produzione di energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici.

“Siamo molto lieti di aver riunito qui oggi a Brescia i possibili futuri protagonisti della prossima rivoluzione nella mobilità – afferma Francesco Bettoni, Presidente A35 Brebemi – e il nostro progetto, sviluppato insieme a Cal (Concessioni Autostradali Lombarde) va in questa direzione”.

Verso un sistema di trasporto sostenibile delle merci

“La collaborazione di Scania con A35 Brebemi, Siemens e tutti gli interlocutori coinvolti in questo progetto dimostra come solo attraverso la cooperazione con partner strategici riusciremo a accelerare il processo di cambiamento verso un sistema di trasporto sostenibile”, sottolinea in una nota il Presidente e Amministratore Delegato di Italscania, Franco Fenoglio.

I tir elettrici potrebbero infatti risolvere il problema del traffico pesante su quattro ruote. Di fatto, la prima autostrada elettrificata è stata inaugurata in Svezia nel 2016, e anche in Germania è già una realtà.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Più luce in cucina con le strisce led

Di recente sono sempre più gli utenti che provvedono all’installazione di moderne strisce led in cucina, per illuminare in maniera ottimale alcune zone cruciali e consentire di vivere ancora più serenamente questo ambiente così importante di casa. In particolar modo va sempre più di moda l’installazione di led che possano illuminare la zona dei pensili e sottopensili, non soltanto per un motivo prettamente estetico ma anche per un ben più importante aspetto legato alla sicurezza. Avere infatti la possibilità di utilizzare i vari strumenti di cucina godendo di una illuminazione ottimale, ovvero senza quei fastidiosi giochi d’ombra che possono trarre in inganno e favorire azioni maldestre o infortuni, consente di lavorare con maggiore sicurezza nonché di riuscire a preparare molto più velocemente le varie pietanze.

Alla stessa maniera sono diversi coloro i quali preferiscono provvedere ad installare le strisce led  anche per illuminare in maniera adeguata il tavolo, ed evitare che vi siano quelle fastidiose difformità per le quali si creano zone che godono di una luce maggiore e zone che invece sembrano visibilmente essere meno illuminate. Una distribuzione omogenea della luce consentirà dunque a tutti di poter vedere alla stessa maniera ed evitare quei fastidi agli occhi dovuti alla difforme quantità di luce presente in uno spazio abbastanza ristretto. La qualità della luce presente in un determinato ambiente, come la cucina, è dunque molto importante non soltanto per far si che le operazioni di preparazione dei cibi possano avvenire in sicurezza ed in maniera più rapida, ma anche per evitare che la non omogeneità della luce presente possa arrecare fastidi agli occhi delle persone presenti. Sul sito lucefaidate.it puoi trovare i diversi tipi di strisce led presenti sul mercato, che si differenziano sia per il colore e l’intensità della luce emessa, che per la lunghezza delle strisce stesse, che possono comunque essere tagliate per far si da adattarsi perfettamente all’utilizzo che si intende farne.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Ticket sanitari, spesi quasi 3 miliardi di euro nel 2017

 Tra farmaci e prestazioni specialistiche la quota incassata dalle Regioni italiane nel 2017 per i ticket sanitari ammonta a poco meno di 3 miliardi di euro. Nel 2017 infatti le Regioni hanno incassato per i ticket quasi 2.900 milioni di euro, corrispondenti a una quota pro-capite di 47,6 euro. In particolare, 1.549 milioni di euro (25,5 euro pro-capite) sono risultati relativi ai farmaci, e 1.336,6 milioni di euro (22,1 euro pro-capite) alle prestazioni di specialistica ambulatoriale.

Il paradosso,se così si può definire, è che tali cifre sono state  pagate “per scelta dai cittadini”.

Si riduce la spesa sulle prestazioni, ma aumenta quella per i farmaci

È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Gimbe, che ha analizzato le differenze regionali sulla compartecipazione alla spesata quella per i ticket sui farmaci. Nel periodo 2014-2017, secondo quanto riportano i risultati della ricerca,  si è ridotta la spesa per i ticket sulle prestazioni (-7,7%) ed  è aumentata quella per i ticket sui farmaci (+7,9%), Inoltre, nel periodo tra il 2013 e il 2017, la quota da pagare in più per i farmaci di marca è aumentata del 20%. “Dalle nostre analisi emergono notevoli differenze regionali – sottolinea inoltre Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe –  sia rispetto all’importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche”.

1.049,6 milioni imputabili alla scarsa diffusione dei farmaci equivalenti

In particolare, riferisce  Ansa, se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da 97,7 euro in Valle d’Aosta a 30,4 euro in Sardegna, per i farmaci varia da 34,3 euro in Campania a 15,6 euro in Friuli Venezia Giulia, mentre per le prestazioni specialistiche si va da 66,2 euro della Valle d’Aosta a 8,6 euro della Sicilia.

In dettaglio, dei 1.549 milioni di euro sborsati dai cittadini per il ticket sui farmaci, meno di un terzo sono della quota fissa per ricetta (498,4 milioni pari a 8,2 euro pro-capite), mentre i rimanenti 1.049,6 milioni (17,3 euro pro-capite) sono imputabili alla scarsa diffusione in Italia dei farmaci equivalenti.

Tutte le Regioni sopra la media nazionale sono del centro-sud

Rispetto alla quota fissa per ricetta (non prevista da Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia), il range varia da 18,3 euro pro-capite della Valle d’Aosta a 0,5 euro del Piemonte. La quota differenziale per la scelta del farmaco di marca, invece, oscilla da 22,9 euro pro-capite del Lazio a 10,5 euro della Provincia di Bolzano.

Tutte le Regioni sopra la media nazionale sono del centro-sud: oltre al già citato Lazio, Sicilia (22,1 euro pro-capite), Calabria (21,2) Basilicata (21,2), Campania (20,9), Puglia (20,7), Molise (20,3), Abruzzo (19,5), Umbria (19,5) e Marche (18,2).

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Per i futuri ingegneri del Politecnico l’auto del domani sarà un “genio”

Vetture sempre più evolute e smart l’ideale di guida dai futuri Ingegneri.  Ecco quanto emerso dall’incontro tra due colossi mondali dell’ingegneria, il Politecnico di Milano, prima per eccellenza tra le Università italiane e tra le prime venti nel mondo, e Nissan, azienda pioniera nella mobilità a zero emissioni, elettrica, sicura ed integrata con l’ambiente.

Un programma che ha coinvolto 300 studenti

All’interno di un test in aula a cura dall’azienda automobilistica giapponese sul tema “Nissan Intelligent Mobility” –  il programma strategico che punta a trasformare il modo in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella società – 300 studenti degli indirizzi di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale avrebbero individuato le prerogative principali dell’auto perfetta:  ricarica elettrica, autonomia e connessione.

Sostenibilità ambientale la priorità

A vincere, sostanzialmente, la sostenibilità ambientale, con una scelta consapevole verso una mobilità elettrica a zero emissioni. Ma molta è l’attenzione, scrive Askanews, rivolta alla sicurezza. Il prezzo finale di tali mezzi invece non pare essere un elemento discriminante: solo il 20% dei ragazzi lo riconosce come un deterrente, seguito dai tempi di ricarica, che ad oggi si dimostrano essere piuttosto lunghi.

Gli studenti e la guida autonoma

Grande, poi, l’appeal dell’auto a “guida autonoma”, utile per contrastare lo stress da traffico, ma anche per offrire una maggiore indipendenza rispetto al volante tanto da permettere attività personali e completamente slegate dalla guida, come leggere, guardare film o addirittura dormire. Un sogno di auto, insomma. Che necessita, naturalmente, di grandi tecnologie di cui gli studiosi del Politecnico sono consci, presentando a Nissan una visione ingegneristica a 360 gradi, che tiene conto di fattori determinanti e imprescindibili quali, oltre all’ l’innovazione, le infrastrutture, i protocolli di integrazione, le normative e le campagne informative.

E il parcheggio?

Ma se l’auto dovrà essere connessa ed efficiente, anche la sempre più frustrante gestione di parcheggi e itinerari per molti giovani del Politecnico risulta essere un problema che questo tipo di auto sarebbe in grado di risolvere, come pure la possibilità di scambiare energia in modo bidirezionale e profittevole sia con la rete che sia con la propria abitazione. Un insieme di virtù, è proprio il caso di dirlo, che Nissan già offre attraverso le tecnologie Vehicle-to-Grid o Vehicle-to-Home applicata alla sua gamma di veicoli a zero emissioni.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Tutti i numeri dell’App economy in Europa

L’App economy, ovvero l’economia iOS, quella legata al sistema operativo di Apple per smartphone, tablet e alle relative app, in Europa vale 20 miliardi di euro.

Attiva da 35 anni nel Vecchio Continente, nell’arco di questo periodo Apple ha supportato oltre 1,7 milioni di posti di lavoro, e dal lancio dell’App Store, avvenuto nel 2008, a oggi, gli sviluppatori europei hanno guadagnato più di 20 miliardi di euro vendendo le loro app in tutto il mondo.

Il 92% dei guadagni degli sviluppatori europei è generato dalle vendite all’estero

Sono alcuni numeri diffusi dalla società di Cupertino, che afferma di essere “orgogliosa di avere solidi rapporti con decine di migliaia di sviluppatori in tutta la regione”. E aggiunge che il 92% dei guadagni degli sviluppatori europei è generato dalle vendite all’estero, poiché in Europa si realizzano app che raggiungono i clienti di 155 paesi.

Molti sviluppatori europei, poi, hanno dato vita a microaziende di una o due persone, “e sono stati in grado di crescere grazie agli investimenti di Apple sulla piattaforma iOS, sugli strumenti di sviluppo e sull’App Store”, sottolinea la società.

Il numero di posti di lavoro dell’app economy europea è cresciuto del 28%

Dei circa 1,7 milioni di posti di lavoro in Europa, circa 1,5 milioni sono attribuibili all’ecosistema dell’App Store, il negozio di applicazioni per i dispositivi mobili, 170.000 posti si individuano tra i fornitori, e 22.000 sono i dipendenti Apple in 19 paesi dell’Unione.

Negli ultimi due anni il numero di posti di lavoro dell’app economy europea è cresciuto del 28%, e i paesi con i risultati più importanti sono Regno Unito (291.000 posti di lavoro), Germania (262.000 posti) e Francia (220.000), e le tre principali città dove si concentra il maggior numero di posti di lavoro sono Londra, Parigi e Amsterdam.

In Germania, Berlino e Monaco rappresentano gli hub più forti, riferisce Ansa.

L’Academy italiana per diventare sviluppatori Apple

Per quanto riguarda la formazione, in Europa Apple collabora con oltre 100 istituti e università nell’ambito dell’iniziativa Everyone Can Code, per permettere a tutti di imparare a costruire app. E nel 2016 ha aperto la sua prima iOS Developer Academy in partnership con l’Università Federico II di Napoli, per offrire agli studenti, sia italiani che internazionali, l’opportunità di apprendere competenze pratiche e ottenere formazione specifica nello sviluppo di app. Tanto che 44 studenti dell’attuale corso hanno vinto la borsa di studio per partecipare alla Conferenza Annuale degli Sviluppatori Apple (Worldwide Developers Conference) che si è svolta recentemente a San Jose in California.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Furti in albergo, gli italiani sono “ladri” di asciugamani

Italiani popolo di navigatori, santi, eroi e… amanti dei souvenir. Una recente ricerca, condotta dal portale di viaggi Jetcost, rivela infatti che i nostri connazionali, quando soggiornano in un albergo, non disdegnano di portarsi a casa qualche ricordo. Insomma, siamo sì il paese più ospitale, ma anche tra quelli con le mani più lunghe. Dalle camere, e soprattutto dai bagni degli hotel, spariscono gli oggetti più bizzarri.

La hit degli oggetti sottratti

Shampoo, saponi, cuffie per la doccia, i clienti degli hotel amano portarsi via come souvenir la maggior parte degli accessori dai bagni delle camere. In base ai risultati dello studio, il 79% degli italiani ha ammesso di aver infilato in valigia qualche gadget presente nella stanza d’albergo. E, tra gli oggetti più ambiti, sembrano esserci gli asciugamani. Solo per fornire un dato, nel 2008 la catena Holiday Inn ha denunciato la mancanza di oltre mezzo milione di salviette. Per gli albergatori non si tratta di perdite di poco conto: facendo una stima in generale, ogni struttura alberghiera ha una spesa media annua superiore ai 200mila euro per gli accessori e i servizi offerti, che confluiscono sul costo della camera. Ecco perché diventa fondamentale utilizzare strategie per contrastare i furti e le manomissioni.

Cliente con cacciavite

La ricerca indica poi che non sono stati rari i casi in cui i clienti hanno utilizzato dei cacciaviti o altri strumenti per staccare maniglie, asciugacapelli, portasciugamani, specchi, elettrodomestici, stereo. Se non tutti i complementi e gli accessori in camera si possono mettere in sicurezza, molto si può fare invece in bagno. Ad esempio, scegliendo prodotti (e fornitori) di altissima qualità e con precise caratteristiche: come le soluzioni offerte da Mediclinics, azienda che produce asciugamani elettrici da oltre 40 anni. Oggi il catalogo comprende  una vasta gamma di articoli: oltre ad asciugamani elettrici di nuovissima generazione, belli ed efficienti, vengono commercializzati in tutto il mondo anche asciugacapelli, dispenser e accessori in acciaio per l’hotellerie, barre disabili, specchi e molti altri elementi. Tutti prodotti garantiti, con le più alte certificazioni internazionali e soprattutto a prova di furto e ti vandalici. Con un netto risparmio, nel tempo, di investimenti per nuove forniture.

Italiani manolesta? C’è chi fa peggio di noi

Peggio degli italiani sarebbero gli spagnoli: l’81% ha ammesso di essersi preso qualcosa in albergo, poi i portoghesi (76%), i britannici (69%) e i francesi (62%). I più onesti sarebbero, invece, i danesi: l’88% ha detto di non aver mai rubato nulla durante un soggiorno.

Dalla frutta alla Bibbia

Gli oggetti sottratti sono veramente di ogni foggia. Ad esempio, vassoi e cestini in cui c’erano frutta e dolci omaggio, batterie del telecomando, lampadine, la Bibbia. Qualcuno si è portato via anche cuscini e coperte dall’armadio. Per non farsi mancare niente, dai business center degli hotel sono sparite stampanti, computer e risme di carta. Tra i pezzi più gettonati al ristorante o nella sala colazioni, spiccano saliere e portauovo. I clienti si dimostrano poi particolarmente creativi nel coprire i misfatti: ad esempio consumando le bottigliette del minibar per poi riempirle con liquidi dal colore simile.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Più sicurezza per i messaggi scambiati su Twitter?

I messaggi scambiati fra gli utenti di Twitter potrebbero diventare più sicuri. Se fino ad ora era possibile da parte di Twitter stesso, o un suo dipendente, o un governo che ne avesse fatto richiesta, ma anche da parte degli haker, leggere le chat private scambiate fra gli utenti, ora anche il social network dei cinguettii sembra avere deciso di utilizzare un sistema di protezione. Proprio come WhatsApp, Signal, Telegram e iMessage di Apple, che già adottano la modalità di cifratura end-to-end, con cui solo mittente e destinatario possano cifrare e decifrare i messaggi.

 

“Scoperta” la funzione Conversazione Segreta

È la conclusione cui sono giunti alcuni osservatori dopo essersi accorti di una novità nella piattaforma. L’app per Android di Twitter, riporta Agi, contiene infatti una funzione (non ancora attiva), chiamata Conversazione Segreta, che permetterebbe agli utenti di scambiarsi messaggi cifrati end-to-end. La funzione è stata notata da una studentessa di informatica nell’ultima versione dell’Android application package (APK) per Twitter, cioè il kit usato per distribuire software su sistemi Android, che spesso può contenere codice per funzioni di una app ancora in fase di test. E dopo la sua segnalazione in un tweet, la notizia è stata ripresa dalla testata specializzata TechCrunch.

Sarà però l’utente stesso a decidere di iniziare una conversazione segreta

Diversamente da iMessage, Whatsapp o Signal, i messaggi diretti non saranno però cifrati end-to-end in modo automatico, cioè di default, ma l’utente stesso dovrà decidere di iniziare una conversazione segreta con qualcuno, un po’ come succede con le Conversazioni Segrete su Facebook Messenger (o Telegram). Inoltre allo stato attuale, rileva Hacker News, dovrebbero essere utilizzabili solo attraverso la app (da mobile).

Twitter ha sempre puntato su privacy e libertà di espressione

Non è chiaro se e quando le Conversazioni Segrete saranno effettivamente aggiunte a Twitter, ma potrebbero essere un modo per rilanciare i suoi messaggi diretti. D’altronde fin dai suoi inizi Twitter ha sempre puntato molto su concetti come privacy e libertà di espressione rispetto ad altre piattaforme rivali. L’introduzione dei messaggi cifrati potrebbe dunque rilanciare Twitter anche sul tema della privacy e della sicurezza. Di cui per altro il social avrebbe molto bisogno dopo il pasticcio di qualche giorno fa, quando ha chiesto ai propri utenti di cambiare le password dopo essersi accorto di averle salvate in chiaro per errore.

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin