Mutui: le rate scenderanno di 50 euro entro il 2025?

Per la prima volta nel 2025 la BCE dovrebbe tagliare il costo del denaro. Se confermato durante la riunione del 30 gennaio, questo sarebbe il quinto taglio consecutivo ai tassi d’interesse nonché il primo di una serie di interventi previsti per l’anno in corso.

Analizzando i Futures sugli Euribor aggiornati al 20 gennaio 2025, gli indici dovrebbero continuare a scendere almeno per tutto il primo semestre dell’anno, per poi rallentare la corsa al ribasso nella seconda parte.
Secondo le previsioni di Facile.it e Mutui.it, se l’Eurotower dovesse ridurre gli indici di 25 punti base, nei prossimi mesi la rata di un finanziamento variabile standard per l’acquisto della casa potrebbe scendere di circa 17 euro, passando dagli attuali 666 euro a 649 euro. In un anno, il risparmio complessivo sulla rata si avvicinerebbe a 50 euro.

Tassi variabili in calo continuo

A giugno 2025 l’Euribor a 3 mesi dovrebbe arrivare al 2,22%, scendendo sotto la soglia del 2,10% entro la fine dell’anno.

Se queste previsioni fossero corrette, la rata del mutuo standard preso in esame calerebbe a 629 euro entro il primo semestre 2025, arrivando a sfiorare 620 euro a dicembre 2025, con un risparmio complessivo annuale sulla rata prossimo a 50 euro rispetto a oggi.
Se i variabili continuano a calare, sul fronte dei tassi fissi le ultime settimane sono state caratterizzate da un aumento dell’IRS, l’indice di riferimento per questo tipo di offerta, che sulla scia di quelli americani, sta risentendo dell’aumento dei rendimenti dei titoli di stato europei.

Gli effetti delle elezioni americane

Sebbene insediato da poco, è evidente che i programmi politici ed economici del nuovo presidente degli Stati Uniti abbiano iniziato ad avere i loro effetti sui mercati americani ben prima dell’Inauguration day, con ricadute a cascata che potrebbero farsi sentire anche da noi, arrivando, potenzialmente, a colpire i tassi dei mutui italiani.

La buona notizia è che l’aumento dell’IRS si è trasmesso solo parzialmente sui tassi proposti alla clientela. Molti istituti di credito hanno deciso di assorbire parte di questi rincari riducendo gli spread applicati ai mutui fissi, consentendo di mantenere l’offerta su livelli competitivi.
Quindi, oggi i tassi fissi continuano a rimanere più convenienti rispetto ai variabili, anche se il gap si sta riducendo.

Il fisso conviene ancora

Secondo le simulazioni dei comparatori, le migliori offerte a tasso fisso disponibili online per un mutuo standard prevedono TAN a partire dal 2,48%, con una rata di 564 euro.
Per i variabili, invece, le migliori offerte partono da un TAN pari al 3,45%, con una rata iniziale di 620 euro.

“Nonostante l’andamento degli indici e la riduzione della distanza tra tassi variabili e fissi, questi ultimi rimangono ancora la soluzione più conveniente – spiegano gli esperti di Facile.it -. Il consiglio per chi oggi è alla ricerca di un mutuo, quindi, è di guardare alle offerte a tasso fisso, ricordando che esiste sempre la possibilità di surrogare, qualora le condizioni di mercato dovessero cambiare radicalmente”.

Lavorare d’inverno: +8,4% opportunità

Sono state 15.898 le offerte registrate tra ottobre e dicembre 2024, +8,4% rispetto all’anno precedente (14.660), guidate dai settori turismo e ristorazione e commercio (Ddo e retail).
Come emerge dall’Osservatorio professioni invernali 2024, condotto da InfoJobs, l’inverno 2024 si è confermato ricco di opportunità professionali.

La maggior parte delle offerte si è concentrata su contratti temporanei, una scelta strategica per affrontare i picchi di affluenza turistica e l’aumento delle vendite natalizie. Turismo e ristorazione hanno infatti registrato una crescita del 20% rispetto al 2023, passando da 2.269 a oltre 2.700 opportunità.
Un dato che riflette il crescente afflusso di turisti, attratti da località sciistiche e città italiane. E che conferma il ruolo centrale di questi comparti nel trainare l’espansione del mercato del lavoro invernale.

Commercio, Gdo e retail +6,4%

Allo stesso tempo, buon incremento anche per il settore commercio, Gdo e retail, che è passato da 12.391 offerte nel 2023 a 13.179 nel 2024, aumentando le opportunità lavorative del 6,4%.
Se invece si osserva il dettaglio del trimestre preso in considerazione si notano alcune particolarità. Il settore commercio, Gdo e retail è partito con slancio già a ottobre, registrando 5.868 offerte, il +10% rispetto al 2023,

Il mese di ottobre 2024 sembra infatti riflettere l’attenzione degli italiani verso le spese oculate, spinte anche dal ritorno delle promozioni autunnali, come il Black Friday, oltre al successo degli acquisti di Natale anticipati per evitare la corsa ai regali dell’ultimo minuto.

Il boom di novembre per la ristorazione

Novembre nel settore turismo e ristorazione ha registrato un vero boom: +26%, passando da 1.027 a 1.297 opportunità.
Un dato che sembra invertire il trend tradizionale, spostando a novembre una parte dell’attività che solitamente si concentra a dicembre.

Gli italiani, popolo che ama il buon cibo e il piacere della convivialità, hanno voluto anticipare le cene pre-natalizie con colleghi e amici, contribuendo così a sostenere il dinamismo del settore in un mese meno usuale per queste abitudini.

Le professioni più cercate

Per il settore turismo e ristorazione, le professioni più ricercate sono state cameriere, animatore turistico, barman, chef, addetto al catering.
Da segnalare anche altre figure, come pizzaiolo e lavapiatti.

Per commercio, Gdo e retail, le figure più ricercate per il periodo invernale sono state addetto vendite, responsabile di negozio, addetto alla macelleria, addetto alla cassa, addetto agli scaffali.
Altri ruoli chiave per la stagione invernale e il corretto flusso di approvvigionamento e vendita rilevate da InfoJobs, comprendono addetto alla pasticceria e magazziniere.

Cyber security: meno malware, più ransomware. Come evolve il crimine informatico?

È quanto emerge dal Report annuale della Polizia postale e per la sicurezza cibernetica: nel 2024 il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, il Cnaipic, ha gestito circa 12 mila attacchi informatici significativi, diramando oltre 59.000 alert per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale.

Per quanto riguarda le modalità di attacco, l’anno scorso si è registrata una riduzione del 30% negli attacchi DDoS, mentre gli attacchi ransomware sono aumentati del 18%. Parallelamente, il numero di malware è diminuito del 46%, mentre le altre tecniche di hacking hanno registrato un incremento del 46%.

Da semplici hacker ad attori state-sponsored

Oltre alle quotidiane attività di contrasto, il Cnaipic è anche chiamato a gestire alcuni grandi eventi. Tra tutti, per il 2024, il G7 che si è svolto in Puglia dal 13 al 15 giugno
Inoltre, quale punto di contatto nazionale e internazionale per il monitoraggio e la gestione degli eventi di sicurezza cibernetica, sempre nel 2024 il Cnaipic ha gestito anche 63 richieste di cooperazione internazionale, consentendo l’identificazione e la denuncia di 178 persone.

In linea generale, però, sempre secondo il Report, lo scenario aggiornato della minaccia cyber a una matrice puramente criminale vede ormai stabilmente aggiungersi un’origine riconducibile all’operare di attori state-sponsored. Questo, anche in conseguenza del contesto geopolitico internazionale.

Trasporti, Finanze, Sanità, Telecomunicazioni: le infrastrutture pubbliche sotto attacco

“Le metodologie criminali – spiegano gli autori del Report – confermano un’elevata incidenza di attacchi ransomware e di DDoS diretti ad ampio spettro a infrastrutture pubbliche, nazionali e territoriali, con particolare riferimento alle Pubbliche Amministrazioni locali, specie Comuni e Aziende sanitarie, e verso aziende erogatrici di servizi essenziali in diversi settori, come, ad esempio Trasporti, Finanze, Sanità, Telecomunicazioni”.

“Un fenomeno aggravato dalle difficile situazione geopolitica internazionale”

In particolare, l’anno scorso su un totale di poco meno di 12 mila attacchi, ne sono stati rilevati 1.533 nei confronti di infrastrutture critiche, operatori dei servizi essenziali e Pubbliche Amministrazioni locali, il 38% in più rispetto al 2023, riporta AGI.

Il Report annuale 2024 della Polizia postale e per la sicurezza cibernetica parla poi di “un fenomeno aggravato dalle difficile situazione geopolitica legata ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente – si legge nel Report -: gli autori di tali crimini operano frequentemente da Paesi in cui la cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia risulta difficoltosa o impraticabile”.

Artigianato, in Lombardia sono sempre di più gli imprenditori stranieri 

Il settore dell’artigianato è particolarmente dinamico nel nostro Paese, nonostante un calo delle imprese complessive. Il merito? Soprattutto degli imprenditori di origine straniera, che nell’ultimo decennio sono aumentati in maniera esponenziale. Attualmente superano le 200mila unità e rappresentano il 20% degli imprenditori individuali artigiani.

Diverso l’andamento per le imprese con titolari italiani: tra il 2014 e il 2024, sono invece diminuite del 14,6% (-133.242 unità), portando il bilancio complessivo a un deficit di quasi 100mila imprese.

Contributo delle regioni e settori più dinamici
Le imprese artigiane con titolari stranieri si concentrano soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, che insieme rappresentano quasi la metà del totale. Regioni come Campania, Calabria e Basilicata hanno mostrato tassi di crescita superiori al 40%, evidenziando una presenza sempre più radicata degli artigiani stranieri anche nel Sud Italia.

Il settore delle costruzioni è quello dominante, con quasi il 30% delle imprese artigiane a titolarità straniera (117mila unità nel 2024). Nei servizi alle imprese, la presenza straniera ha visto un aumento del 55%, superando le 14mila unità e raggiungendo il 27,8% del totale.

Evoluzione demografica e ruolo delle donne
Un elemento interessante riguarda l’età e il genere dei titolari stranieri. Gli imprenditori over 50 sono aumentati del 125,7% negli ultimi dieci anni, mentre tra gli over 70 l’incremento è stato del 223,5%. Anche la partecipazione femminile è cresciuta moltissimo: il rapporto Donne/Uomini è passato da 17,1 a 20,1, con un incremento più marcato nelle regioni del Nord.

Questo fenomeno riflette una crescente integrazione delle donne straniere nelle economie locali, specialmente nelle aree economicamente più avanzate del paese.

Paesi di origine e settori strategici
La metà degli imprenditori artigiani stranieri proviene da quattro Paesi principali. Nei settori delle costruzioni, i titolari sono prevalentemente romeni e albanesi (oltre 50mila unità complessive), mentre nei servizi prevalgono imprenditori cinesi ed egiziani, particolarmente attivi in trasporti e ristorazione.

Il futuro? Ancora in trasformazione
L’espansione dell’imprenditoria artigiana straniera non solo contribuisce al tessuto produttivo italiano, ma introduce nuove competenze e prospettive, rendendo il settore sempre più multiculturale e aperto alle sfide del ricambio generazionale e dell’innovazione.

Un anno di ricerche su Google: personaggi, fatti e tendenze del 2024

Cosa hanno cercato su Google gli italiani durante il 2024? L’anno che sta per finire è stato ricco di eventi, di personaggi e tendenze che hanno catturato l’interesse degli italiani.
Dalle personalità più in voga alle domande che hanno tormentato il popolo italico, e dalle mete turistiche più ambite alle ricette più appetitose, non sorprende che anche nel 2024 sia stato il mondo dello spettacolo a dominare le ricerche.

In particolare, è Angelina Mango, vincitrice di Sanremo, in cima alla classifica della più cliccata sul motore di ricerca.
La giovane cantante, figlia d’arte, ha conquistato il pubblico con il suo talento e la sua personalità, ma è seguita a ruota da altri artisti sanremesi, come Ghali, Geolier e Mahmood, a conferma del grande interesse per il festival della musica italiana.
Insomma, Google, con il suo report annuale ‘Year in Search’, offre il consueto spaccato di ciò che più ha stuzzicato la curiosità degli italiani.

Anche il gossip vuole la sua parte

Ma non solo note e canzoni: anche il gossip ha avuto il suo peso tra le ricerche su Google, con la curiosità intorno alle vicende sentimentali di alcuni personaggi del talent show ‘Amici’ e l’attenzione mediatica rivolta alla principessa britannica Kate Middleton. 

Ovviamente, lo sport nel 2024 ha giocato un ruolo importante. Le Olimpiadi hanno catalizzato l’attenzione su discipline come la ginnastica artistica, il nuoto artistico e l’arrampicata sportiva. Ma come spesso accadde, il calcio ha fatto parlare di sé, con tante ricerche legate a episodi controversi e all’esonero di allenatori.

Un’Italia preoccupata, ma che si prende cura di sé

Quanto all’attualità internazionale, non sono mancate le innumerevoli preoccupazioni. Lo dimostrano le ricerche sul conflitto tra Israele e Iran e le tensioni in Medio Oriente.
Ma gli italiani si sono interrogati anche su temi sociali, come dimostra l’interesse per il significato di termini o frasi come ‘intersessuale’ e ‘stop al genocidio’.

Dalle mete turistiche alle ricette, dalle tendenze moda al make-up, Google ci svela un’Italia desiderosa di esplorare, sperimentare e prendersi cura di sé.
Durazzo, Gubbio, Shanghai: le ricerche di itinerari e consigli di viaggio riflettono la voglia di scoprire nuove culture e paesaggi. E in cucina, la passione per la tradizione si affianca alla curiosità per le novità, con ricerche che spaziano dalle lenticchie ai crumble cookies agli spatzle.

Emerge la volontà di informarsi e agire per un futuro sostenibile

E poi c’è la moda: immancabile la ricerca di outfit per ogni occasione, dal matrimonio alle grotte di Frasassi, e il make-up, con tendenze che vanno dal latte make-up al clean-girl-look.

Il report ‘Year in Search’ però non si limita a fotografare il presente, ma offre anche uno sguardo al futuro.
L’interesse per il clima e gli uragani, riferisce Adnkronos, riflette la crescente preoccupazione per l’ambiente. E le ricerche sui progressi contro il cambiamento climatico testimoniano la volontà di informarsi e agire per un futuro più sostenibile.

Imprese: aumenta il budget dedicato all’integrazione dell’AI nelle strategie OCX

Il processo di implementazione dell’Omnichannel Customer Experience (OCX) nelle aziende italiane nell’ultimo anno ha registrato un avanzamento medio superiore rispetto agli anni precedenti. La maturità omnicanale monitorata dallo OCX Index, l’indicatore che monitora il livello di maturità delle imprese, ha raggiunto un valore di 4,8 su 10 (+11% vs 2023).

Nel 2024, due terzi delle grandi aziende italiane (69%) ha incrementato il budget destinato a iniziative di Intelligenza artificiale nei processi di gestione del cliente. Con una diffusione del 49%, il Customer Care risulta l’ambito più rilevante di applicazione.
Sono alcuni risultati emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Omnichannel Customer Experience del Politecnico di Milano.

“Il cammino verso una piena maturità è costellato da sfide complesse”

Quanto al livello di maturità omnicanale, è l’area Dati e Tecnologia ad avere registrato l’incremento più significativo, favorito dall’adozione di soluzioni di AI (o dalla volontà di adottarle), che ha accresciuto la consapevolezza sull’importanza di un approccio avanzato alla gestione dei dati.

“Negli ultimi dieci anni, l’Omnichannel Customer Experience si è affermata come una leva strategica e fondamentale per numerose aziende. Tuttavia, il cammino verso una piena maturità omnicanale rimane costellato da sfide complesse, organizzative e tecnologiche”, afferma Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio.

L’AI generativa rappresenta un potenziale impulso alla trasformazione

Di fatto, però, oggi solo l’11% delle grandi aziende italiane si può considerare a uno stadio di maturità omnicanale avanzata. In questo scenario, l’AI, in particolare, l’AI generativa, rappresenta un potenziale impulso alla trasformazione, “offrendo da un lato un miglioramento dell’efficienza operativa e dall’altro facilitando esperienze personalizzate, che grazie a contenuti dinamici basati sulle preferenze individuali, accrescono la propensione all’acquisto e promuovono la fidelizzazione”, aggiunge Noci.

Tra le applicazioni più diffuse di Intelligenza artificiale all’interno dei processi di gestione del cliente, “si annoverano chatbot basati su AI, sia in forma discriminativa sia generativa, l’ottimizzazione delle campagne di marketing e il lead scoring”, spiega Marta Valsecchi, direttrice dell’Osservatorio.

I pilastri dell’omnicanalità: processi chiari, dati strutturati, infrastrutture tecnologiche adeguate, competenze specializzate

Guardando al futuro, emergono grandi opportunità in ambiti come il content management, per traduzioni di descrizioni prodotto o la generazione dinamica di immagini, nonché in ambito customer care, in cui il supporto agli operatori della gestione dei clienti è sempre più importante.

Tuttavia, per cogliere appieno il valore dell’AI è fondamentale aver costruito solidi pilastri dell’omnicanalità. Ovvero, processi chiari, dati strutturati, infrastrutture tecnologiche adeguate e competenze specializzate.
“Senza questi elementi – puntualizza Valsecchi -, il potenziale dell’AI e le possibilità di offrire un’esperienza realmente omnicanale, personalizzata e fidelizzante rischiano di rimanere inespressi”.

Black Friday: il 77% degli italiani non sa resistere alle offerte

Lo rileva una ricerca di Honor: il 77% degli italiani non sa resistere alle offerte del Black Friday.
La metà degli intervistati aspetta con ansia il momento del ‘venerdì nero’, tuttavia, gli italiani sembrano vivere male il periodo del Black Friday.

Questo entusiasmo porta infatti molti a voler adottare strategie ‘creative’, come l’utilizzo di più indirizzi e-mail per massimizzare i codici sconto e le offerte. In particolare, il 43% ammette di possedere tre o più indirizzi e-mail nel tentativo di accaparrarsi le offerte più vantaggiose, trascorrendo in media quasi 3 ore di navigazione tra i siti.
E il 51%, ad esempio, utilizza fino a 4 schede di navigazione nella ricerca delle offerte migliori. Ma alla fine, sopraffatti dalle tante promozioni, spesso si lascino sfuggire tanti buoni affari.

I trucchi per semplificare i processi di acquisto

Sebbene in molti facciano acquisti durante il Black Friday e il Cyber Monday, solo il 35% pianifica gli acquisti in anticipo, mentre il 17% utilizza siti di comparazione prezzi per assicurarsi le offerte migliori.
Ma a molti acquirenti sfuggono alcuni trucchi fondamentali che potrebbero semplificare i processi di acquisto.

Ad esempio, meno del 10% crea in anticipo account presso i principali rivenditori, un modo sicuro per semplificare il processo di checkout quando le offerte vengono lanciate.
E solo il 15% rimane sveglio fino a mezzanotte per accaparrarsi gli sconti anticipati, una strategia che consente di evitare di perdere gli articoli più popolari che si esauriscono rapidamente. 

Il supporto della tecnologia è fondamentale

Tutti questi accorgimenti da soli però non sono sufficienti. È fondamentale assicurarsi che la tecnologia sia pronta a supportare gli utenti nella ricerca al miglior affare. Al contrario, quasi la metà degli intervistati segnala un crash del dispositivo durante la ricerca delle offerte, mentre uno su sei ha problemi di lentezza dei dispositivi.

“Gli acquirenti spesso si sentono sopraffatti dalla mole di offerte, ritrovandosi con un numero spropositato di promozioni che richiedono una grande quantità di tempo e pazienza per essere visionati – dichiara Roger Liyun, General Manager di Honor Italia -. Inoltre, quando si tratta di trovare le migliori offerte durante il Black Friday, avere device in grado di supportarci è fondamentale”. 

Come accaparrarsi l’affare migliore

Come accaparrarsi i migliori sconti? Ad esempio, la ricerca di offerte è più facile con Magic Portal di Honor Magic V3, la funzione dotata di AI che anticipa le intenzioni e le esigenze degli acquirenti, poiché in grado di rilevare quando si sta navigando sul web per trovare i migliori sconti, fornendo un accesso rapido a più app/siti di vendita al dettaglio.

Sostenibilità, per il 79% degli italiani è connessa alla qualità della vita

Per quasi 9 italiani su 10 la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’economia e i diritti. E per il 79% esiste una connessione diretta fra la tutela dell’ecosistema e la qualità della vita delle persone.
Allo stesso tempo, il 61% della popolazione si sta rassegnando all’idea che la lotta al cambiamento climatico sarà persa, e cresce la consapevolezza che il singolo, da solo, non può bastare.

Ma sebbene l’89% abbia sentito parlare di sostenibilità, solo il 47% ne comprende appieno il significato. Nonostante ciò, emergono necessità di maggiore chiarezza e concretezza su cosa significhi agire in modo sostenibile.
È il quadro emerso dal primo Osservatorio Partecipativo su Economia Circolare, Impatto sulle Comunità locali e territori, realizzato da Nespresso in collaborazione con l’Istituto di ricerca SWG.

Alle aziende si richiede un impegno concreto

Grande in questo senso è l’impegno richiesto alle aziende: il 62% degli italiani ritiene fondamentale che le aziende vadano oltre le mere dichiarazioni e intraprendano azioni capaci di generare impatti concreti per migliorare la qualità della vita nei territori dove operano. Un impegno che per 8 consumatori su 10 diventa un driver per le decisioni di acquisto.

E se l’impegno delle aziende per ridurre il proprio impatto ambientale rappresenta ancora l’elemento più sentito dagli italiani, l’etica e la valorizzazione delle comunità sono aspetti sempre più imprescindibili per 1 italiano su 2, con i giovani che attribuiscono sempre più peso all’inclusione.

Il ruolo chiave dell’economia circolare

Nonostante solo il 31% sappia cos’è, l’economia circolare potrebbe dare un contributo determinante per la tutela dell’ambiente. La maggioranza dubita però del fatto che le pratiche di circular economy si diffonderanno abbastanza per risultare efficaci, con un maggiore scetticismo proprio tra le generazioni più giovani.

Le priorità d’azione riguardano ancora la protezione attiva dell’ambiente, con attività che riqualifichino e preservino il territorio, ma anche l’impegno in progetti di educazione per i più giovani, il finanziamento della ricerca e il sostegno alle associazioni locali in ambito sociale e di solidarietà. Tra questi, i progetti a supporto delle categorie più fragili, segno che sostenibilità ambientale e sociale sono due dimensioni sempre più interdipendenti, impossibili da considerare separatamente.

Il settore agroalimentare deve fare di più

Tra i settori produttivi, l’agroalimentare è quello a cui gli italiani chiedono un maggiore impegno e l’industria del caffè riveste un ruolo di rilievo (60%) o è fondamentale (30%). Rispetto al contributo atteso, grande attenzione ai progetti pro-riciclo e riuso e packaging sostenibili. Ma lo sviluppo di un’economia circolare dipende anche dalle scelte e dai comportamenti quotidiani individuali.

Il 68% crede nel contributo delle scelte quotidiane individuali, con i ragazzi della GenZ ancora una volta meno fiduciosi rispetto alla media, e 7 italiani su 10 disposti a rivedere alcune cattive abitudini per mitigare il proprio impatto ambientale.

Smart working addio? No: in Italia è ormai una modalità consolidata 

Nel 2024, il lavoro da remoto continua a essere una realtà consolidata in Italia. Sebbene siano cessate le misure straordinarie che obbligavano le aziende a garantire lo smart working per particolari categorie di lavoratori, il numero di italiani che lavora da remoto è rimasto pressoché invariato, con 3,55 milioni di persone rispetto ai 3,58 milioni dell’anno precedente (-0,8%).

Questa modalità  è particolarmente diffusa nelle grandi aziende, dove raggiunge quasi 2 milioni di dipendenti (1,91 milioni), segnando un incremento dell’1,6% rispetto al 2023. Nelle piccole e medie imprese (PMI), invece, il numero di lavoratori da remoto è diminuito a 520.000 unità rispetto alle 570.000 del 2023. Per concludere, i numeri restano stabili nelle microimprese e nella Pubblica Amministrazione (PA).

Le prospettive per il 2025

Le previsioni per il 2025 indicano una crescita del lavoro agile del 5%, con un potenziale di 3,75 milioni di smart worker. Le grandi aziende, seguite dalla Pubblica Amministrazione, guideranno questa espansione. In particolare, il 35% delle grandi imprese e il 43% degli enti pubblici prevedono di aumentare il numero di lavoratori coinvolti. Le PMI, al contrario, mostrano una propensione inferiore, con solo l’8% delle aziende intenzionato ad ampliare la platea di smart worker.

I lavoratori apprezzano la flessibilità

Lo smart working è una soluzione molto apprezzata: il 73% degli attuali lavoratori da remoto si opporrebbe alla sua eliminazione. Di questi, il 27% dichiara che considererebbe seriamente l’idea di cambiare occupazione se privato della possibilità di lavorare da remoto, mentre il 46% cercherebbe di far cambiare idea ai datori di lavoro.

In caso di eliminazione dello smart working, i lavoratori richiederebbero maggiore flessibilità oraria o un aumento salariale del 20% per compensare.

Nuove formule di lavoro 

Tra le soluzioni innovative, la “settimana corta” è stata adottata dal 10% delle aziende, riscuotendo interesse per il miglioramento dell’equilibrio tra vita privata e professionale. Un altro fenomeno emergente è l’’International Smart Working’, diffuso nel 29% delle grandi imprese.

In sintesi, si tratta di una soluzione che consente ai dipendenti di lavorare dall’estero, attraendo talenti globali e favorendo chi desidera trasferirsi.

Riconoscimenti per le imprese virtuose

Durante il convegno “Tra Smart Working e Return-to-Office” dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, sono stati assegnati gli “Smart Working Award 2024” alle aziende che hanno eccelso nel promuovere modalità di lavoro innovative. Tra i premiati, Carrefour Italia per le grandi imprese, Vaillant Group Italia tra le PMI e l’INPS per la categoria PA.

Edilizia sostenibile: come accelerane lo sviluppo in Italia e nel mondo?

Il concetto di ‘edilizia sostenibile’ è ancora in gran parte associato all’edilizia ‘green’, con una definizione direttamente legata all’efficienza energetica degli edifici (42%) e al raggiungimento della neutralità carbonica (33%). Resilienza e comfort sono considerate secondarie.
Allo stesso tempo, la comprensione dell’edilizia sostenibile sembra spesso limitata alle questioni ambientali.

Emerge dal Barometro della Costruzione Sostenibile 2024. Comprendere le evoluzioni e i fattori chiave da attivare per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile in Italia e nel mondo è l’obiettivo dello studio, condotto dall’istituto di ricerca Csa su professionisti, studenti, rappresentanti eletti e membri di associazioni di 22 Paesi, tra cui l’Italia.

Un livello di urgenza condiviso da tutti gli attori coinvolti

Complessivamente, poi, l’87% degli intervistati su scala globale dichiara di essere familiare con l’edilizia sostenibile (+5% vs 2023), il 68% afferma di essere sufficientemente informato, ma il 20% non ne ha mai sentito parlare.
Sono quindi ancora necessari sforzi educativi, in particolare tra i rappresentanti eletti, il 45% dei quali dichiara di non averne mai sentito parlare.

La maggior parte degli stakeholder di tutti i Paesi (87%) concorda poi sul fatto che ‘dobbiamo fare di più’ in termini di edilizia sostenibile, anche se l’aspirazione allo status quo sta crescendo (9%, +4%).
Ma per il 95% degli intervistati l’implementazione di un’edilizia più sostenibile è questione importante o prioritaria. Un livello di urgenza condiviso da tutti gli attori, indipendentemente dalla regione geografica.

Puntare sulla competitività dei materiali

Tra le azioni prioritarie da intraprendere per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile è cruciale sensibilizzare l’opinione pubblica su costo percepito e competitività dei materiali, puntando sulla cooperazione di tutti gli attori.
D’altra parte, il ruolo delle iniziative pubbliche rimane sottovalutato. Inoltre, la ristrutturazione energetica sembra essere più una priorità nei Paesi con un parco edilizio ben consolidato rispetto ai Paesi che danno priorità ai programmi di nuova costruzione per ospitare una popolazione in crescita.

Ma il 92% dei professionisti del settore ritiene che l’edilizia sostenibile costituirà tutto o parte del loro business nei prossimi 5 anni.
Gli studi di architettura e le società di ingegneria sono in cima alla lista dei soggetti più spesso citati per promuovere l’edilizia sostenibile (55%).

Per gli italiani è sinonimo di efficienza energetica

Il 98% degli intervistati in Italia è familiare con l’edilizia sostenibile, e il 42% pensa che il suo obiettivo prioritario sia la protezione dell’ambiente. Per l’8% è la salute degli abitanti e per il 2% la resistenza ai rischi climatici. A riprova di questo, il 63% (42% globale) identifica l’edilizia sostenibile con le costruzioni energeticamente efficienti.

Tra i soggetti ritenuti più idonei a sviluppare l’edilizia sostenibile spiccano architetti e studi di ingegneria (77%).Tra le azioni che dovrebbero essere attuate in via prioritaria per accelerarne lo sviluppo, accanto a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica (36%) appare aumentare gli aiuti pubblici ai privati (35%). E con il 24%, al terzo posto, riporta Adnkronos, migliorare la competitività dei materiali, prodotti e soluzioni sostenibili.