Industria e sicurezza digitale: troppe falle mettono a rischio le aziende

Un’indagine evidenzia gravi ritardi nella protezione dei sistemi industriali: tra aggiornamenti rari e test sporadici, cresce la vulnerabilità agli attacchi informatici

Cyber minacce in crescita, ma la prevenzione resta indietro

L’infrastruttura industriale è sempre più interconnessa, ma connettività e innovazione portano con sé un’altra faccia della medaglia: una superficie di attacco in costante espansione. È quanto emerge da uno studio congiunto di Kaspersky e VDC Research, intitolato “Securing OT with Purpose-built Solutions”, che mette in luce il divario tra l’evoluzione tecnologica e la maturità nella difesa informatica.

La ricerca ha coinvolto oltre 250 responsabili IT e OT nei settori dell’energia, dei trasporti, delle utility e della produzione industriale, con l’obiettivo di analizzare come le aziende stanno affrontando – o trascurando – la protezione dei sistemi operativi industriali.

Valutazioni di sicurezza troppo sporadiche

Uno degli aspetti più critici riguarda la mancanza di controlli sistematici. In Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), meno di un’azienda su tre effettua verifiche mensili per identificare vulnerabilità nei propri sistemi. Una quota rilevante – quasi il 20% – lo fa appena una o due volte all’anno, mentre il 4% interviene solo quando si presenta un problema concreto.

L’assenza di test periodici espone le aziende a intrusioni informatiche che possono causare danni estesi: interruzioni delle attività produttive, furti di dati, costi elevati e, non da ultimo, perdita di fiducia da parte dei clienti.

Patch applicate con lentezza: una minaccia concreta

Anche l’aggiornamento dei software critici segue una frequenza insufficiente. Solo il 34% circa delle aziende installa aggiornamenti su base mensile, mentre quasi la metà lo fa solo ogni pochi mesi. Ancora peggio, il 17% aggiorna una o due volte l’anno, lasciando aperte potenziali falle sfruttabili dai cybercriminali.

Negli ambienti OT, aggiornare richiede pianificazione e competenze specifiche: molti dispositivi sono obsoleti, altri non supportano patch regolari e spesso mancano risorse per fermare la produzione senza impatto economico.

L’espansione dell’IoT industriale complica il quadro

Il crescente impiego di sensori intelligenti, videocamere e dispositivi connessi all’interno degli impianti ha ampliato la superficie di attacco. La convergenza tra tecnologie IT e OT richiede nuove strategie di difesa che tengano conto della natura ibrida e interconnessa di questi ambienti.

Sicurezza integrata e progettata fin dall’inizio

Per affrontare queste criticità, Kaspersky propone una soluzione pensata per le esigenze industriali: Kaspersky Industrial CyberSecurity (KICS). Si tratta di una piattaforma unificata che consente di mappare i dispositivi OT, gestire i rischi in tempo reale e mantenere un controllo centralizzato anche su infrastrutture complesse.

“La nostra visione si basa sul principio di Cyber Immunity, ovvero sistemi progettati per resistere agli attacchi fin dall’architettura di base”, afferma Dmitry Lukiyan, responsabile della Business Unit KasperskyOS. “A differenza dei modelli tradizionali, non serve intervenire continuamente con aggiornamenti: la sicurezza è integrata nel design stesso”.

Verso una nuova cultura della protezione OT

Il futuro della sicurezza industriale passa dalla capacità di adattarsi a un mondo sempre più digitale.
Dalla mappatura completa degli asset alla definizione di una strategia di difesa “by design”, ogni passo è cruciale per ridurre l’esposizione ai rischi informatici e garantire continuità, efficienza e affidabilità agli impianti industriali del domani.