Il settore dell’artigianato è particolarmente dinamico nel nostro Paese, nonostante un calo delle imprese complessive. Il merito? Soprattutto degli imprenditori di origine straniera, che nell’ultimo decennio sono aumentati in maniera esponenziale. Attualmente superano le 200mila unità e rappresentano il 20% degli imprenditori individuali artigiani.
Diverso l’andamento per le imprese con titolari italiani: tra il 2014 e il 2024, sono invece diminuite del 14,6% (-133.242 unità), portando il bilancio complessivo a un deficit di quasi 100mila imprese.
Contributo delle regioni e settori più dinamici
Le imprese artigiane con titolari stranieri si concentrano soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, che insieme rappresentano quasi la metà del totale. Regioni come Campania, Calabria e Basilicata hanno mostrato tassi di crescita superiori al 40%, evidenziando una presenza sempre più radicata degli artigiani stranieri anche nel Sud Italia.
Il settore delle costruzioni è quello dominante, con quasi il 30% delle imprese artigiane a titolarità straniera (117mila unità nel 2024). Nei servizi alle imprese, la presenza straniera ha visto un aumento del 55%, superando le 14mila unità e raggiungendo il 27,8% del totale.
Evoluzione demografica e ruolo delle donne
Un elemento interessante riguarda l’età e il genere dei titolari stranieri. Gli imprenditori over 50 sono aumentati del 125,7% negli ultimi dieci anni, mentre tra gli over 70 l’incremento è stato del 223,5%. Anche la partecipazione femminile è cresciuta moltissimo: il rapporto Donne/Uomini è passato da 17,1 a 20,1, con un incremento più marcato nelle regioni del Nord.
Questo fenomeno riflette una crescente integrazione delle donne straniere nelle economie locali, specialmente nelle aree economicamente più avanzate del paese.
Paesi di origine e settori strategici
La metà degli imprenditori artigiani stranieri proviene da quattro Paesi principali. Nei settori delle costruzioni, i titolari sono prevalentemente romeni e albanesi (oltre 50mila unità complessive), mentre nei servizi prevalgono imprenditori cinesi ed egiziani, particolarmente attivi in trasporti e ristorazione.
Il futuro? Ancora in trasformazione
L’espansione dell’imprenditoria artigiana straniera non solo contribuisce al tessuto produttivo italiano, ma introduce nuove competenze e prospettive, rendendo il settore sempre più multiculturale e aperto alle sfide del ricambio generazionale e dell’innovazione.